Affari di famiglia 2

MATTINA, ORE 7:30

Dopo aver bevuto il latte, per Gian Burrasca è arrivato il consueto appuntamento con le abluzioni mattutine.

Gian Burrasca (spalmandosi pigramente sul divano): …
io (prevedendo la solita sessione di brontolamenti): …su tesoro… è ora di prepararsi per andare all’asilo!
Gian Burrasca (nascondendosi sotto i cuscini): …ma io voglio i cartoni!

io (tirandolo fuori dal suo rifugio): …niente cartoni! Vieni a lavarti e vestirti…

Gian Burrasca (aggrappandosi a un bracciolo): …ma io voglio i cartoooniii!!!
io (cercando di scrostarlo dal sofà): ti ho detto di no!
Gian Burrasca (perseverando irremovibile): …MA IO VOGLIO I CARTOOOOONIIIII!!!
io (tirandolo su di peso per portarlo in bagno): …e io voglio una borsa di Vuitton!!!
Gian Burrasca (scivolando mestamente sul tappeto): …
io (soddisfatta di averlo finalmente zittito): …
Gian Burrasca (avvicinandosi assorto alla finestra): …mamma?

io: sì tesoro?
Gian Burrasca (guardando il cielo): …ma io non posso comperarti una borsa di Uitton…

io: ?
Gian Burrasca (concludendo soddisfatto con un gesto istrionico delle braccia): …perché non ci sono negozi di Uitton qui vicino!!!
io: !!!

Pinocchio

MATTINA, ORE 7:30

Dopo aver approntato Gian Burrasca, lo spedisco in soggiorno per finire di prepararmi prima di uscire di casa.

Gian Burrasca (trotterellandomi dietro): mamma?

io (rispondendogli con la testa affondata nell’armadio): dimmi tesoro…
Gian Burrasca (piantandosi dietro di me): …posso cartoni?

io (evitando a stento di inciampare su di lui): no tesoro…

Gian Burrasca (senza demordere): …ma mamma…

io (cercando di tagliare corto e di non perdermi in prolisse discussioni): …non ci sono cartoni a quest’ora…

Gian Burrasca (guardandomi pensieroso): …
io (proseguendo nei miei preparativi): …
Gian Burrasca (fissandomi con aria di rimprovero): mamma?

io (saltellando mentre mi infilo i pantaloni): sì amore?
Gian Burrasca (scuotendomi davanti un ditino accusatore): …non devi dire bugie…

io: ???

Gian Burrasca (continuando con la sua ramanzina): …o ti cresce il naso lungo lungo cone quello di Pinocchio!!!

io: !!!

BOOOH!!!

MATTINA, ORE 7:30

Questa mattina, pur non essendo un giorno festivo, Gian Burrasca ha deciso di svegliarsi alle 6:00. Dopo averlo rifocillato, lavato e vestito, lo parcheggio davanti a un cartone animato per potermi preparare a mia volta senza essere tampinata da lui in modalità francobollo.
Al momento di uscire, mentre gli sto infilando scarpe e giacca, mi guarda con fare misterioso.

Gian Burrasca (bisbigliando nel mio orecchio con aria complice): …mamma…
io: dimmi tesoro…
Gian Burrasca (sempre con atteggiamento da complottatore): …ho visto un cartone animato davvero…

io: ?

Gian Burrasca (alzando le braccia a mimare un fantasma): …SPETTRAAALEEE!!!
io: !!!

Misunderstanding

POMERIGGIO, ORE 17:30

Dopo aver trascorso un’oretta al parco a osservare Gian Burrasca scatenarsi insieme alla sua combriccola di amichetti, decido di riportarlo a casa. Dopo un primo momento di chiassose rimostranze, si convince a seguirmi solo in virtù del fatto che anche per il suo migliore amico (chiamiamolo, per comodità, Kevin, come il protagonista di un noto film) è arrivato il momento di rientrare. Abitando vicini, i due irrequieti pargoli possono fare insieme un tratto di strada proseguendo con i loro giochi e le loro scorribande.

Kevin (puntando verso un tabacchino): vieni! Andiamo a vedere se ci sono i Gormiti!!!
Gian Burrasca (puntando entusiasta verso il Museo di Scienze Naturali situato esattamente di fronte al tabacchino, nel quale è in corso un’interessante mostra su animali e insetti scavatori che lui ha già visto 3 volte):  SÌ, DAAAIII!!! Andiamo a vedere i vermini!!!

mamma K.: ?

io: …
Kevin (scoppiando in una sonora risata): AHAHAH! I VERMINI!!! Ho detto Gormiti, non vermini!!!
Gian Burrasca (osservandolo interdetto): … ? …
mamma K. (rendendosi conto del fraintendimento): ehm… Kevin… lui è un po’ più piccolo di te… forse non li conosce i Gormiti…

io: …
Kevin (continuandolo a canzonarlo, sempre più sonoramente e di gusto): AHAHAHAHAH!!!
 Vermini… AHAHAHAHAH!!!
Gian Burrasca (guardandolo con aria di risentito rimprovero): BEH?!? Non c’è proprio NIEEENTEEE da ridere!!!

mamma K.: !!!
io: …

Cartoni animati 2

MATTINA, ORE 7:00

È sabato, e Gian Burrasca, ovviamente, è già in piedi. Per evitare che svegli suo papà, lo convinco a lasciar perdere giochi più rumorosi e dedicarsi alla silenziosa visione di un cartone animato.
La scelta del piccolo cade su “Vai Diego”, un cartone animato che parla delle avventure di un bambino di 8 anni che fa il soccorritore di animali.
Io ne approfitto per stirare.

Gian Burrasca (guardando Diego che parla con un cucciolo di giaguaro): …
io (cominciando con una delle sue magliette): …
Gian Burrasca (guardando Diego che scova un animale in pericolo con una macchina fotografica parlante con uno zoom talmente potente da riuscire a fare fotografie da un continente all’altro -meglio non dirlo a Lui!!!-): …
io (facendo lo slalom col ferro da stiro tra piccoli disegni gommati): …
Gian Burrasca (guardando Diego che attraversa la giungla volando tra le liane come Tarzan): …
io (lasciandomi investire da un potente sbuffo di vapore bollente): …
Gian Burrasca (guardando Diego che pilota un alicottero): …
io (ritrovandomi con gli occhiali completamente appannati): …
Gian Burrasca (guardando Diego che guida una jeep): …
io (attendendo pazientemente di tornare a vedere qualcosa): …
Gian Burrasca (guardando Diego che conduce un motoscafo): …
io (iniziando a piegare il piccolo indumento): …
Gian Burrasca (guardando Diego che manovra il piccolo sottomarino in cui si è trasformato il suo zaino SOS… che farebbe invidia anche a James Bond!): …
io (appoggiandolo delicatamente sulla poltrona): …
Gian Burrasca (guardando Diego che abbraccia un’anaconda -!!!-): …
io (sospirando alla volta della televisione): …
Gian Burrasca (guardando Diego che, mettendo a repentaglio la sua stessa incolumità, riesce a far fronte all’emergenza con capacità degne di un supereroe): … :))) …
io (estrinsecando a voce alta il pensiero che mi attraversa la mente): ma che razza di input dà un cartone animato del genere???
Gian Burrasca (guardandomi entusiasta): mamma?
io: sì amore?
Gian Burrasca (additando la televisione): da grande voglio fare il soccorritore di animali!!!
io: !!!

L’erba voglio

SERA, ORE 21:00

Siamo in montagna, e per Gian Burrasca è arrivato il momento di andare a nanna.
Come sempre, il piccolo non ne ha alcuna intenzione.

Gian Burrasca (abbandonato sulla poltrona di fronte alla televisione… spenta): mamma… io voglio un cartone!
io (cercando, con delicata fermezza, di farlo alzare): no tesoro… adesso è troppo tardi.
Lui (osservando la scena seduto sul divano): …
Gian Burrasca (restando ostinatamente ancorato a un bracciolo): ma io voglio un cartone!!!
io (tentando inutilmente di scrostarlo dal velluto): domani tesoro. Non insistere!
Lui (continuando a guardare il siparietto): …
Gian Burrasca (avvinghiandosi a un cuscino): ma mamma! Io voglio un cartone!!!
io (lanciando il guanciale sul divano dopo averglielo sottratto): cosa ti dice sempre la mamma? L’erba voglio non esiste neppure nel giardino del re!
Lui (scansando il cuscino): …
Gian Burrasca (facendo appello alle sue ultime forze): MA IO HO DETTO CHE VOGLIO UN CARTONE!!!
io (soppesandolo con lo sguardo): …
Lui: …
Gian Burrasca (sostenendo con risolutezza la mia occhiata): …
io (sorridendo): e la mamma cos’è che vuole?
Lui: ???
Gian Burrasca (dopo averci riflettuto qualche istante): una borsa di Uitton!!!
io: :)))
Lui: !!!

Weekend sensor

Dal lunedì al venerdì la mia sveglia suona alle 5:30 in modo che io riesca a trascinarmi giù dalle brande alle 6:00. Dopodiché preparo il caffè, faccio colazione, mi faccio la doccia, metto un po’ d’ordine in casa. Alle 7:00 vado a svegliare Gian Burrasca che, il più delle volta a fatica, si fa trasportare fuori dal letto per essere rifocillato, lavato e approntato.
Il sabato e la domenica sono invece giornate consacrare al riposo, senza sveglie, senza doveri, senza routine, senza orari.
…Mi correggo… non “sono”… “sarebbero”…

SABATO MATTINA, ORE 6:00

io: zzzzzzzzzzzz
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (dalla sua stanza): mamma!
io: zzz… zz… z
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (con voce già alterata): MAMMA!
io: …
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (con tono da catastrofe imminente): MAAAMMAAA!!!
io (strisciando fuori dalle coperte): ‘rivo…
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (alzando ancora i decibel): M A A A A A M M A A A A A!!!
io (scapicollandomi per evitare che svegli anche i vicini): arrivo arrivo… non gridare…
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (guardandomi sorridente appena faccio capolino dalla porta): mamma… io sono svegliato!
io: …
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (arzillo come un grillo): mamma… io voglio andare di là!
io (con aria supplichevole): tesoro… è ancora notte… perché non cerchi di fare un altro po’ di nanna?
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca (piantandomi il musetto): …ma… io sono svegliato!
io: …ma io no!
Lui: RONF RONF RONF

Dopo avergli fatto una carezza e averlo convinto a rimettersi giù, torno a letto.

ORE 6:30

io: zzz
Lui: RONF RONF RONF
Gian Burrasca: MAMMA!
io: …
Lui: RONF… zzz… zz… z…
Gian Burrasca: MAAAMMAAA!!!
io (rassegnata): arrivo…
Lui: …
Gian Burrasca (vedendomi spuntare dal corridoio): mamma… adesso non è più notte!
io: …

Prendo in braccio il pargolo, lo trasporto sul divano, poi torno in camera per infilarmi nella tutona da casa.

Lui: che succede?
io: il “sensore di giorno festivo” di Gian Burrasca ha colpito ancora…
Lui: ma perché non gli accendi un cartone animato e non torni qui?
io: … :) …

Torno in soggiorno, accendo la tv, scelgo un bel cartone, poi torno per affondare tra le braccia di Morfeo…

ORE 7:00

io (che ovviamente ormai sono sveglia, ma abbandonata alla pigrizia): …
Lui: zzz
Gian Burrasca (entrando quatto quatto in camera): …
io (percependo la sua presenza e fingendo di dormire): …
Lui: …
Gian Burrasca (salendo sul letto e piazzandosi esattamente di fronte alla mia faccia): mamma…
io (ignorandolo): …
Lui: …
Gian Burrasca (aprendomi aprendomi un occhio con le dita): mamma? Sei sveglia?
io: !!!
Lui: …
Gian Burrasca (spalancandomi a forza anche l’altro per controllare meglio): ALLORA? SEI SVEGLIA?
io: BUHUAAA!!!
Lui: tesoro… guarda che è ancora buio… perché non lasci riposare un po’ mamma e papà che sono tanto stanchi?
Gian Burrasca (saltando allegramente giù dal letto e correndo ad accendere tutte le luci): no… non è buio… vedi?
io: …
Lui: !!!

Aipad

POMERIGGIO, ORE 18:00

Appena rientrati dopo un lungo ed estenuante pomeriggio al parco, io e Gian Burrasca crolliamo esausti sul divano. Lui afferra immediatamente l’i-Pad…

Gian Burrasca: CATTONI!!!
io: ok! Solo 10 minuti, però, il tempo per la mamma di cambiarsi e farsi un caffè. Poi facciamo altro. Va bene?
Gian Burrasca (con espressione corrucciata): va bene…
io (osservandolo mentre sblocca l’i-Pad, cerca l’icona dell’app YouTube e apre dei cartoni animati in russo): …
Gian Burrasca (piuttosto infastidito dal fatto che, pur girando l’i-Pad l’immagine resti verticale): mamma… sblocchi Aipad?
io (prendendo tra le mani l’oggetto): sì tesoro…
Gian Burrasca (osservandomi): …
io (provando a muovere il tasto di blocco sul lato destro in alto): mmmh… no… papà non l’ha bloccato da qui…
Gian Burrasca (continuando a scrutarmi): …
io (cliccando 2 volte sul tasto centrale in modo da aprire la barra sottostante): …no… neppure da qui…
Gian Burrasca (studiando i miei gesti): …
io (entrando in impostazioni e verificando che Lui non le abbia in qualche modo modificate): no… non è neppure questo…
Gian Burrasca (fissandomi negli occhi): …
io (armeggiando ormai più o meno alla rinfusa): …ehm…
Gian Burrasca (spostando l’attenzione nuovamente sull’i-Pad): …
io (arrendendomi all’evidenza della mia incapacità): tesoro… non so come l’abbia bloccato papà. Se mi dai 5 minuti mi cambio, gli telefono , e glielo chiedo. Va bene?
Gian Burrasca (reimpossessandosi dell’oggetto): va bene…

Sparisco in camera da letto per infilarmi qualcosa di più comodo.
Dopo pochi secondi sento di nuovo un vociare in russo.
Sistemo le mie cose, quindi torno in soggiorno.

Gian Burrasca (mostrandomi felice l’i-Pad… sbloccato e con l’immagine orizzontale a tutto schermo!!!): CATTONIII!!!
io: !!!

 

Cartoni animati

Nel periodo natalizio il povero Gian Burrasca non è stato molto bene: tosse, raffreddore, febbre alta… Al mattino si svegliava presto perché non riusciva quasi a respirare e, per farlo stare tranquillo e farlo riposare un po’, io o Lui ci raggomitolavamo sul divano con lui in braccio guardando magari un bel cartone animato.
Adesso, però, è guarito!

MATTINA, ORE 5:30

Gian Burrasca (con voce disperata): mamma MAMMA M-A-M-M-AAA!
io (svegliandomi di soprassalto, ma ancora completamente intontita): oddio… che è successo? Ma che ora è? Arrivo cucciolo!
Lui: RONF RONF R…
Gian Burrasca (con voce ancora più disperata): mammamammamammamammamammaaa!!!
io (tirandomi su a fatica): …‘rivo…
Lui (ostentando un fare da prode cavaliere): tranquilla…vado io!
Gian Burrasca (con voce sempre più disperata): MAMMA VENI MAAAMMAAA!!!!

Lui si alza, si precipita nella sua cameretta.
Silenzio.
Lui torna.

io: beh?
Lui: “Papà??? …Cattoni?”