Estrema stanchezza

POMERIGGIO, ORE 18:30

Oggi è il giorno delle pulizie settimanali. Gian Burrasca aiuta me e Lui a spolverare, passare l’aspirapolvere, spostare mobili e tappeti, lavare i pavimenti, spazzare il balcone. Alla fine guardiamo soddisfatti il frutto del nostro duro lavoro.

Gian Burrasca (afflosciandosi esausto sul divano): …mmmh…
Lui: ?
io: ?
Gian Burrasca (guardandoci intensamente): …adesso sono proprio… sfiutato!!!
Lui: !!!
io: …

N.B.: sfiutato = sfinito

Amore a prima nota

SERA, ORE 20:00

Finito di cenare, io, Lui e Gian Burrasca ci attardiamo intorno alla tavola. Lui accende la TV per ascoltare un po’ di notizie, ma lo schermo, anziché l’immagine di qualche incravattato giornalista, restituisce quella di un gruppo di musicisti all’opera.

Gian Burrasca (osservandoli attentamente): …
Lui (puntando il telecomando per cambiare canale): …
io (studiando Gian Burrasca che è rimasto con il bicchiere a mezz’aria): …

Gian Burrasca (ipnotizzato dall’immagine): …
Lui (alzandosi per far sì che l’aggeggio funzioni): …
io (liberando il piccolo dal bicchiere): …
Gian Burrasca (girandosi estasiato verso di me): …io ADORO i musicisti!!!

Lui: !!!
io: !!!

Traslochi

POMERIGGIO, ORE 17:30

Io e Lui, dopo aver a lungo girato per trovare un nuovo ufficio più comodo da raggiungere, abbiamo finalmente trovato quello perfetto per noi: due piani sotto il nostro appartamento. Dopo averlo liberato di tutti gli inutili orpelli -metri e metri di canalette e chilometri di cavi-, averlo imbiancato e averlo pulito a fondo, procediamo finalmente al montaggio degli arredi, uno dei quali è stato finora parcheggiato nella stanza di Gian Burrasca.

Gian Burrasca (intento a giocare sul tappeto della sua camera): …

Lui (iniziando a liberare il tavolo da lampada, scartoffie, vestitini, …): …

io (seguendolo per dargli una mano): …

Gian Burrasca (osservandoci incuriosito): …?…
Lui (procedendo allo smontaggio): …
io (pulendo accuratamente i vari elementi): …
Gian Burrasca (guardandoci con una certa preoccupazione): ???
Lui (continuando ad armeggiare intorno alla scrivania): …
io (aiutandolo a spostare i pezzi): …
Gian Burrasca (seguendo i nostri movimenti con palese e crescente ansia): !!!
Lui (prendendo le parti più pesanti e portandole fuori dalla camera): …
io (facendo lo stesso con quelle più leggere): …
Gian Burrasca (ormai in preda all’angoscia): ma… dove portate il MIO tavolo?

Lui (scoccandogli un’occhiataccia): portiamo il MIO tavolo in ufficio!
io: …

Gian Burrasca (correndoci dietro con le lacrime agli occhi): …ma …ma …ma…

Lui: ?
io:?
Gian Burrasca (aggrappandosi alle gambe del padre): …e io cone faccio?
Lui: ???
io:???
Gian Burrasca (allungandosi verso quelle della scrivania): …dove metto i miei vestiti???

Lui: !!!
io: …

Scherzetto!!!

MATTINA, ORE 8:30

Pronti per andare all’asilo, io e Gian Burrasca usciamo di casa in attesa che Lui ci raggiunga. Il pargolo decide di suonare il campanello.


io (scoccandogli un’occhiataccia di rimprovero): …
Gian Burrasca (allontanandosi contento dal luogo del misfatto): …
Lui (precipitandosi verso il citofono): sì?
io (aspettando che faccia qualche battuta alla piccola peste): …
Gian Burrasca (ostentando indifferenza): …
Lui (insistendo con voce più alta): PRONTO?
io (interdetta): …
Gian Burrasca (sospettando che il suo scherzetto sia giunto a buon fine): …
Lui (ostinato): PROOONTOOO???
io (iniziando a maturare analogo sospetto): …?…
Gian Burrasca (sorridendo soddisfatto): :)

Lui (rimettendo a posto la cornetta): mah… non capisco… non risponde nessuno…

io (sempre più perplessa): …ma…
Gian Burrasca (guardando il padre con crescente ironica soddisfazione): :)))

Lui: ?
io: …davvero non l’avevi capito?!?

Gian Burrasca (regalandogli uno dei suoi sguardi furbi): …
Lui: capito cosa?

io: che era stato lui a suonare!!!
Gian Burrasca (gongolando di gioia beffarda): :D
Lui: …

Letterina di Natale

SERA, ORE 19:30

Subito dopo aver finito di cenare, io e Lui restiamo pigramente seduti al tavolo a chiacchierare. Gian Burrasca è già sul tappeto intento a giocare con le sue macchinine. A un tratto, però, si alza e corre dal padre.

Gian Burrasca (aggrappandosi al braccio di Lui): papà? Mi dai carta e penna?

Lui (recuperando quanto richiesto da un angolo del tavolo): vuoi fare un disegno?

io: …
Gian Burrasca (impossessandosi dell’occorrente e assumendo un’espressione di profonda concentrazione): no… voglio scrivere una lettera a Babbo Natale!

Lui (pensando al fatto che ormai siamo a febbraio): !!!

io (piuttosto divertita): e cosa vuoi scrivere a Babbo Natale?
Gian Burrasca (iniziando ad allineare aste e cerchietti quasi stesse scrivendo in codice binario): Caro Babbo Natale…

Lui: …

io: …
Gian Burrasca (sempre più assorto): …vieni da me…

Lui: …
io: …
Gian Burrasca (proseguendo con grande attenzione): …a portare un regalo…

Lui: ?
io: ?
Gian Burrasca (concludendo entusiasta): …a Kevin!

Lui: !!!
io: !!!

…Bond, James Bond!

SERA, ORE 21:30

Io e Lui siamo entrambi appassionati dei film di James Bond. Questa sera abbiamo deciso di guardare Agente 007 – Missione Goldfinger.
Lui è acciambellato sul divano, io sono intenta a stirare.

film: esterno notte. La telecamera si abbassa sulla superficie del mare…
io: …
Lui: …
film: primo piano su un’anatra. Quando questa giunge a riva, si solleva: sotto di essa compare James Bond fasciato in una muta nera che sembra essere fatta di seta… (N.B.: l’anatra serve a Bond per respirare, perchè vi è collegato un boccaglio a doppio corrugato)
io (osservando scetticamente l’anatra): !!!
Lui: :)
film: Bond lancia un rampino, si arrampica su un muro di cinta ed elimina una guardia…
io (continuando a pensare all’anatra): …
Lui: …
film: Bond entra furtivamente in una specie di container, piazza una bomba, poi fugge inosservato…
io (…ma non poteva usare il minirespiratore di Thunderball – Operazione tuono???): …
Lui: …
film: Bond si toglie la muta… sotto, perfettamente asciutto, immacolato e stirato, indossa un elegante smoking bianco con tanto di papillon…
io (pensando al giorno del secondo matrimonio, quello subacqueo, quando Lui era emerso dalla muta stagna in un completo Super-Pippo grigio bagnato fradicio): …
Lui: :)))
film: Bond, dopo essersi sistemanto un fiore all’occhiello, entra in un locale, si accende una sigaretta, controlla l’orologio e… BOOOHUUUMMM!!!
io (guardando Lui con aria di rimprovero): …certo che potevi indossare anche tu uno smoking sotto la muta almeno in giorno del matrimonio!!!
Lui: !!!

Preoccupazioni

MERCOLEDÌ 12 SETTEMBRE, ORE 12:45 CA.

È il momento dell’omelia.
Don Mario tira fuori da un ripiano nascosto sotto l’altare una rosa. Spiega che gli è stata data in dono, e che si tratta di un esemplare molto particolare, in quanto è stata sottoposta ad un particolare trattamento che le permetterà di non appassire mai.
Lui osserva il tutto con curiosità.
Don Mario, pur riconoscendone l’indubbia bellezza, ne parla come di una cosa “congelata”, “imbalsamata”, finta perché non soggetta ad alcun tipo di cambiamento, ivi compreso lo stesso appassimento.
Lui appare impensierito.
Don Mario spiega che qualunque cosa ha un valore tanto maggiore, quanto più è viva e passibile di metamorfosi.
Lui inizia a manifestare segni di nervosismo.
Don Mario fa comparire un piccolo vaso con una piantina di rose rosse.
Lui palesa una crescente apprensione.
Don Mario spiega come il matrimonio sia come una piccola pianta: deve essere accudito, curato, riempito di attenzioni perché possa crescere, sbocciare, fiorire rigoglioso…
Lui è ormai visibilmente preoccupato.
Don Mario spiega di aver deciso di regalarci quella piantina di rose rosse come segno benaugurale per la nuova vita che adesso sta iniziando per noi…
Prendiamo il vasetto.
Lui è nel panico.

ORE 20:30

io (ripensando alla sua faccia): amore… mi spieghi perché eri così angosciato durante l’omelia?
Lui: pensavo alla pianta di rose…
io: ?
Lui: che dovrebbe rappresentare il nostro matrimonio…
io: quindi…?
Lui: …non riuscivo a non pensare anche al tuo inguaribile e infallibile pollice nero!!!
io: !!!

Amen!

MERCOLEDÌ 12 SETTEMBRE, ORE 13:00 CA.

È il fatidico giorno del nostro matrimonio.
La cerimonia volge ormai al termine quando Don Mario, il nostro parroco, decide di chiamare noi, i testimoni e Gian Burrasca intorno all’altare per parlare a tutti i presenti e invitarli ad accompagnarci e sostenerci nel nostro cammino di coppia.
Per introdurre l’argomento si rivolge scherzosamente a Gian Burrasca.

don (tenendo un emozionatissimo Gian Burrasca in braccio): senti ma… tu, quando fai le scale, ti fai aiutare, vero?
Gian Burrasca (osservandolo serio serio e annuendo pensieroso): …
io: …
Lui: …
congrega: …
don (sorridendo al piccolo): …e chi è che ti aiuta a salirle?
Gian Burrasca (guardando solennemente in alto, e puntando il ditino verso il crocifisso appeso al soffitto): …
io: !!!
Lui: !!!
congrega: !!!
don (fissandolo tra il basito e il commosso): …Amen…

Lesson number 1

SERA, ORE 19:30

È ora di cena e siamo tutti seduti intorno al tavolo da pranzo davanti a un buon piatto di riso col ragù. E il riso, si sa, si mangia con la forchetta…

Gian Burrasca (cercando inutilmente di infilzare i chicchi di riso con la forchetta): …
Lui (osservandolo con aria scettica): …

io (rovistando nella mia insalata alla ricerca dei pomodori): …
Gian Burrasca (portandosi alla bocca la posata intenta a perdere buona parte del suo gustoso carico): …
Lui (mostrandogli il metodo giusto per raccogliere i piccoli grani): …
io (mescolando l’erba con fiocchi di formaggio nel tentativo di darle un minimo di sapore): …
Gian Burrasca (esaminando con fare critico la piccola forchetta tra le sua mani): …
Lui (scuotendo la testa): …

io (scavando tra le foglioline per estrarre dei filamenti di carote): …SIGH!…
Gian Burrasca (mettendomi la posata sotto il naso): …mamma?
Lui (guardandolo con curiosità): ?

io (felice di poter abbandonare il mio “lauto pasto”): dimmi tesoro…

Gian Burrasca (appoggiando l’oggetto sulla mia tovaglietta e continuando a studiarlo con aria leggermente disgustata): mi dai un cucchiaio?

Lui: un cucchiaio? Per fare?
io (eclissandomi in cucina pur di allontanarmi dalla triste verzura): subito tesoro!

Gian Burrasca (rivolgendosi al padre): per mangiare!

Lui: e la forchetta?
io (tornando con una nuova posata): …

Gian Burrasca (indottrinando suo papà con fare da cattedratico): con la forchetta si punta la ciccia!!!
Lui: !!!
io: …

Raccomandazioni 2

SERA, ORE 20:00

Mentre Lui e Gian Burrasca sono acciambellati sul divano intenti a giocare con l’i-Pad, io mi accingo a pulire il tavolo da pranzo.

Gian Burrasca (concentratissimo nel gioco): …
io (calpestando un piccolo bullone in legno): …ahi!
Lui: …
Gian Burrasca (lanciandomi un’occhiata): …
io (guardandolo in tralice): …
Lui: …
Gian Burrasca (tornando alle sue occupazioni): …
io (inciampando in una macchinina): uff…
Lui: …
Gian Burrasca (osservandomi contrariato): …
io (restituendogli analoga occhiata): !
Lui: …
Gian Burrasca (proseguendo nelle sue faccende): …
io (urtando contro un furgoncino con rimorchio e mandando all’aria sia il carico che i passeggeri): ma che caaa…
Lui (scrutandomi con curiosità): ?
Gian Burrasca (voltandosi verso di me, visibilmente seccato): insomma mamma… stai un po’ più attenta!!!
io: !!!
Lui: …