ALT!!!

POMERIGGIO, ORE 14:30

Io, Lui, Pippi e Gian Burrasca siamo in macchina. A un tratto Lui si ferma. Io, persa nella consultazione di una cartina, non ci faccio neppure caso. Dopo un po’…

Gian Burrasca: …

Lui: …
Pippi: …
io (rendendomi finalmente conto che non siamo più in movimento ed emergendo dalla mappa): ma… perché siamo fermi?
Gian Burrasca (sgranando gli occhi sorpreso): ma mamma…
Lui (scuotendo la testa con aria indulgente): …
Pippi (trattenendo a stento una risata): …

io: ?

Gian Burrasca (allargando le braccia a sottolineare l’evidenza della risposta): …siamo fermi perché c’è un fermaforo!!!
Lui: !!!
Pippi: !!!

io: …

Affari di famiglia 2

MATTINA, ORE 7:30

Dopo aver bevuto il latte, per Gian Burrasca è arrivato il consueto appuntamento con le abluzioni mattutine.

Gian Burrasca (spalmandosi pigramente sul divano): …
io (prevedendo la solita sessione di brontolamenti): …su tesoro… è ora di prepararsi per andare all’asilo!
Gian Burrasca (nascondendosi sotto i cuscini): …ma io voglio i cartoni!

io (tirandolo fuori dal suo rifugio): …niente cartoni! Vieni a lavarti e vestirti…

Gian Burrasca (aggrappandosi a un bracciolo): …ma io voglio i cartoooniii!!!
io (cercando di scrostarlo dal sofà): ti ho detto di no!
Gian Burrasca (perseverando irremovibile): …MA IO VOGLIO I CARTOOOOONIIIII!!!
io (tirandolo su di peso per portarlo in bagno): …e io voglio una borsa di Vuitton!!!
Gian Burrasca (scivolando mestamente sul tappeto): …
io (soddisfatta di averlo finalmente zittito): …
Gian Burrasca (avvicinandosi assorto alla finestra): …mamma?

io: sì tesoro?
Gian Burrasca (guardando il cielo): …ma io non posso comperarti una borsa di Uitton…

io: ?
Gian Burrasca (concludendo soddisfatto con un gesto istrionico delle braccia): …perché non ci sono negozi di Uitton qui vicino!!!
io: !!!

Carcere

POMERIGGIO, ORE 18:30

Io e Gian Burrasca siamo alla festa di compleanno di una sua amichetta in un piccolo parco lungo il fiume. Dopo aver provato tutti i giochi disponibili, essersi arrampicato su scale di corda, essersi finto un pirata, aver sperimentato l’altalena dei grandi, aver affrontato la scalata di uno scivolo, essersi cimentato con le varie buche del minigolf, essersi rotolato allegramente nell’erba appena tagliata, ha finalmente accettato di tornare a casa. Mentre è intento a rinfilarsi le scarpe, arriva suo papà. Gian Burrasca, entusiasta per la sorpresa, lo trascina in un tour del posto approfittando del suo ruolo di cicerone per riprendere a giocare.
Dopo un po’ io, che sono lì ormai da 3 ore, faccio cenno a Lui di tentare di distrarlo per riportarlo sulla retta via del rientro a casa.

Gian Burrasca (arrampicandosi su un’altalena): PAPÀ!!! MI SPINGI?

Lui (avviandosi verso un piccolo recinto all’interno del quale un pony bruca pigramente dell’erba): …corri… vieni a vedere il cavallino!!!
Gian Burrasca (osservando scetticamente la bestiola, che fino a quel momento aveva del tutto ignorato): …
Lui (appoggiandosi alla staccionata): …guarda che bello che è!

Gian Burrasca (raggiungendo il padre e aggrappandosi alla recinzione): …
Lui (accarezzandogli la testina): …ti piace?
Gian Burrasca (studiando l’animale): …sì…
Lui (godendo di quel momento di relax): …
Gian Burrasca (con vocina preoccupata): …ma… papà?

Lui: sì?
Gian Burrasca (con aria triste): …perché il cavallino è in prigione?

Lui: !!!

Ronf ronf

MATTINA, ORE 7:30

Mentre sto lavando i denti a Gian Burrasca, lui inizia a battere ritmicamente il piedino sul pavimento.

Gian Burrasca (cercando di canticchiare con la bocca piena di schiuma): mmmh m-mm-mmmh mmmmmmmmmh…

io (continuando a lavarlo): tesoro… non battere il piede per terra per favore…
Gian Burrasca (dopo essersi sciacquato via il dentifricio): perché?
io (passandogli l’asciugamani): perché i signori del piano di sotto potrebbero non essere molto contenti di sentirsi battere sulla testa…

Gian Burrasca (guardandomi corrucciato): ma io sto suonando una canzone!!!
io (sorridendogli comprensiva): sì tesoro… ma forse i signori qui sotto stanno ancora facendo le nanne!
Gian Burrasca (riflettendo sulle mie parole): …ah…

io (uscendo dal bagno): tesoro… resta qui un attimo che vado a prendere i vestiti dalla tua stanza…
Gian Burrasca (pensieroso): va bene…

Dopo aver scelto il suo outfit per la giornata, torno nel bagno per vestirlo. Lo trovo disteso a pelle di leone con un orecchio appoggiato sul pavimento.

Gian Burrasca (concentratissimo nell’ascolto): …
io (osservandolo interdetta): ???
Gian Burrasca (sollevandosi a sedere): …mamma?
io: sì?
Gian Burrasca: …ma io non sento russare qui sotto!!!

io: !!!

Pinocchio

MATTINA, ORE 7:30

Dopo aver approntato Gian Burrasca, lo spedisco in soggiorno per finire di prepararmi prima di uscire di casa.

Gian Burrasca (trotterellandomi dietro): mamma?

io (rispondendogli con la testa affondata nell’armadio): dimmi tesoro…
Gian Burrasca (piantandosi dietro di me): …posso cartoni?

io (evitando a stento di inciampare su di lui): no tesoro…

Gian Burrasca (senza demordere): …ma mamma…

io (cercando di tagliare corto e di non perdermi in prolisse discussioni): …non ci sono cartoni a quest’ora…

Gian Burrasca (guardandomi pensieroso): …
io (proseguendo nei miei preparativi): …
Gian Burrasca (fissandomi con aria di rimprovero): mamma?

io (saltellando mentre mi infilo i pantaloni): sì amore?
Gian Burrasca (scuotendomi davanti un ditino accusatore): …non devi dire bugie…

io: ???

Gian Burrasca (continuando con la sua ramanzina): …o ti cresce il naso lungo lungo cone quello di Pinocchio!!!

io: !!!

Che la forza sia con te…

MATTINA, ORE 7:30

Gian Burrasca è in fase vestizione per andare all’asilo. Ovviamente, essendo questa un’operazione per lui assai noiosa, è collaborativo come un sacco di patate, e a me tocca sollevarlo di peso per fargli fare qualunque cosa.

Gian Burrasca (osservandomi attentamente mentre lo prendo in braccio per riuscire finalmente a infilargli i pantaloni): …

io (guardandolo torva): …
Gian Burrasca (regalandomi uno dei suoi disarmanti sorrisi): mamma?

io (mettendogli la maglietta): sì tesoro?
Gian Burrasca: …tu sei forte!
io: …grazie tesoro!

Gian Burrasca: mamma?

io: sì?
Gian Burrasca: …anche io sono forte…
io: …
Gian Burrasca: …perché ho le energie della felicità!!!

io: !!!

Una mamma a pois

SERA, ORE 19:30

Io, Lui e Gian Burrasca siamo in piscina. Dopo aver sguazzato per un po’ con il papà, il piccolo si avvicina a me e a un bimbo che non vuole entrare in acqua.

Gian Burrasca (osservando attentamente il bambino al suo fianco): …
bimbo (guardando Gian Burrasca con malcelato timore): ?
io: ?
Gian Burrasca (puntandogli contro un dito e rivolgendosi poi a me): …ma è pieno di puntini!!!
bimbo: !!!
io (spostando la manina accusatrice): ehm… quei puntini si chiamano “nei” tesoro, e ce li hai anche tu!
Gian Burrasca (studiandosi la pelle): …
bimbo (decidendo che Gian Burrasca non è pericoloso): …

io (indicando me stessa): vedi? Anche la mamma li ha!
Gian Burrasca (fissando alternativamente me, se stesso e l’altro bambino): …
bimbo (prendendo a ignorarlo): …

io: tu ne hai pochi perché sei piccino… lui un po’ di più perché è più grande… e la mamma, che è più grande di tutti, ne ha più di tutti!

Gian Burrasca (soppesando le mie parole): …

bimbo: …

io: ?
Gian Burrasca (sorridendomi soddisfatto): allora tu ne hai di più perché sei vecchia!!!
bimbo: :)
io: !!!

Lesson number 1

SERA, ORE 19:30

È ora di cena e siamo tutti seduti intorno al tavolo da pranzo davanti a un buon piatto di riso col ragù. E il riso, si sa, si mangia con la forchetta…

Gian Burrasca (cercando inutilmente di infilzare i chicchi di riso con la forchetta): …
Lui (osservandolo con aria scettica): …

io (rovistando nella mia insalata alla ricerca dei pomodori): …
Gian Burrasca (portandosi alla bocca la posata intenta a perdere buona parte del suo gustoso carico): …
Lui (mostrandogli il metodo giusto per raccogliere i piccoli grani): …
io (mescolando l’erba con fiocchi di formaggio nel tentativo di darle un minimo di sapore): …
Gian Burrasca (esaminando con fare critico la piccola forchetta tra le sua mani): …
Lui (scuotendo la testa): …

io (scavando tra le foglioline per estrarre dei filamenti di carote): …SIGH!…
Gian Burrasca (mettendomi la posata sotto il naso): …mamma?
Lui (guardandolo con curiosità): ?

io (felice di poter abbandonare il mio “lauto pasto”): dimmi tesoro…

Gian Burrasca (appoggiando l’oggetto sulla mia tovaglietta e continuando a studiarlo con aria leggermente disgustata): mi dai un cucchiaio?

Lui: un cucchiaio? Per fare?
io (eclissandomi in cucina pur di allontanarmi dalla triste verzura): subito tesoro!

Gian Burrasca (rivolgendosi al padre): per mangiare!

Lui: e la forchetta?
io (tornando con una nuova posata): …

Gian Burrasca (indottrinando suo papà con fare da cattedratico): con la forchetta si punta la ciccia!!!
Lui: !!!
io: …

Affari immobiliari

POMERIGGIO, ORE 16:30

Io e Lui abbiamo deciso di cambiare ufficio. Essendo Lui impegnato per tutto il giorno, sta a me il compito di girare per agenzie immobiliari alla ricerca di uno spazio che faccia al caso nostro.
Com me, ovviamente, c’è Gian Burrasca.

io: cucciolo… oggi andiamo a vedere un possibile nuovo ufficio per mamma e papà!
Gian Burrasca (all’apice della felicità): SÌÌÌÌÌÌÌÌÌ!!! Così posso venire a lavorare anche ioooo!!!
io: …
Gian Burrasca: e dov’è?
io: beh… quello che andiamo a vedere oggi è qui vicino. Ma non so se sarà quello. Perché noi stiamo cercando un posto davvero speciale…
Gian Burrasca (sempre più entusiasta): SÌÌÌÌÌÌÌÌÌ!!! SPECIAAALEEE!!!
io: …ehm… sì cucciolo…
Gian Burrasca (guardando il cielo con occhi sognanti): e deve esserci una stanza per me…
io: …
Gian Burrasca: …tutta arancione…
io: !
Gian Burrasca: …per i giochi…
io: …
Gian Burrasca: …e per i libri…
io: !
Gian Burrasca: …e per disegnare!
io: !!!
Gian Burrasca (guardandomi intensamente): vero mamma?
io: beh… vediamo che si può fare…

Arrivati sul luogo dell’appuntamento, dopo i convenevoli di rito con l’agente immobiliare, iniziamo finalmente la visita dell’ufficio.

Gian Burrasca (trotterellando silenzioso accanto a noi): …
agente (mostrandomi la stanza più grande, con finestre su due lati e una grande vetrata per separarlo dal resto dell’ambiente): e questo è l’ufficio padronale…
io (immaginando già Lui dietro la sua scrivania): bello…
Gian Burrasca (percorrendone il perimetro con aria estasiata): :)
agente (rivolgendosi a a lui): allora… ti piace?
io: …
Gian Burrasca (annuendo all’uomo e rivolgendosi poi a me): mamma… questo è IL MIO ufficio!!!
agente: idee chiare, eh! Lui sì che è un futuro leader!!!
io: !!!

My name is… 3

POMERIGGIO, ORE 15:30

Io, Lui, Gian Burrasca e Pippi siamo in macchina, destinazione supermercato.
I due bimbi sono dietro che parlottano. O meglio: Gian Burrasca chiacchiera senza sosta, Pippi lo ascolta pazientemente…

Gian Burrasca (additando un’insegna): cos’è quello?
Pippi: un fruttivendolo…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca: e perché si chiama così?
Pippi: perché vende la frutta…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca (indicando un altro negozio): e quello cone si chiama?
Pippi: tabacchino…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca: e perché si chiama così?
Pippi: perché vende il tabacco e le sigarette…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca (puntando un’altra vetrina): e quello?
Pippi (manifestando i primi segni di fastidio): panificio…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca: e perché si chiama così?
Pippi (sospirando): perché vende il pane…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca (vedendo l’ennesimo negozio): e quello lì?
Pippi (sbuffando): macelleria…
Lui: …
io: …
Gian Burrasca: e perché si chiama così?
Pippi (sperando di stroncare la sua curiosità): …e perché tu ti chiami Gian Burrasca?!?
Lui: …
io: …
Gian Burrasca (senza neppure pensarci su): perché la mia mamma mi ha chiamato così!
Pippi: !!!
Lui: fregata Pippi…
io: …