Amore a prima nota

SERA, ORE 20:00

Finito di cenare, io, Lui e Gian Burrasca ci attardiamo intorno alla tavola. Lui accende la TV per ascoltare un po’ di notizie, ma lo schermo, anziché l’immagine di qualche incravattato giornalista, restituisce quella di un gruppo di musicisti all’opera.

Gian Burrasca (osservandoli attentamente): …
Lui (puntando il telecomando per cambiare canale): …
io (studiando Gian Burrasca che è rimasto con il bicchiere a mezz’aria): …

Gian Burrasca (ipnotizzato dall’immagine): …
Lui (alzandosi per far sì che l’aggeggio funzioni): …
io (liberando il piccolo dal bicchiere): …
Gian Burrasca (girandosi estasiato verso di me): …io ADORO i musicisti!!!

Lui: !!!
io: !!!

Ronf ronf

MATTINA, ORE 7:30

Mentre sto lavando i denti a Gian Burrasca, lui inizia a battere ritmicamente il piedino sul pavimento.

Gian Burrasca (cercando di canticchiare con la bocca piena di schiuma): mmmh m-mm-mmmh mmmmmmmmmh…

io (continuando a lavarlo): tesoro… non battere il piede per terra per favore…
Gian Burrasca (dopo essersi sciacquato via il dentifricio): perché?
io (passandogli l’asciugamani): perché i signori del piano di sotto potrebbero non essere molto contenti di sentirsi battere sulla testa…

Gian Burrasca (guardandomi corrucciato): ma io sto suonando una canzone!!!
io (sorridendogli comprensiva): sì tesoro… ma forse i signori qui sotto stanno ancora facendo le nanne!
Gian Burrasca (riflettendo sulle mie parole): …ah…

io (uscendo dal bagno): tesoro… resta qui un attimo che vado a prendere i vestiti dalla tua stanza…
Gian Burrasca (pensieroso): va bene…

Dopo aver scelto il suo outfit per la giornata, torno nel bagno per vestirlo. Lo trovo disteso a pelle di leone con un orecchio appoggiato sul pavimento.

Gian Burrasca (concentratissimo nell’ascolto): …
io (osservandolo interdetta): ???
Gian Burrasca (sollevandosi a sedere): …mamma?
io: sì?
Gian Burrasca: …ma io non sento russare qui sotto!!!

io: !!!

Collaboratore domestico

POMERIGGIO, ORE 16:30

Mentre sono intenta nelle pulizie domestiche settimanali, Gian Burrasca mi si avvicina e inizia a osservarmi.

Gian Burrasca (guardandomi intensamente): …
io (strofinando accuratamente il vetro della cabina doccia): …

Gian Burrasca (studiando le mie mosse con grande attenzione): …
io (iniziando a pulire il resto dei sanitari): …

Gian Burrasca (senza perdermi d’occhio): …
io (strisciando sul pavimento per raggiungere gli angoli più nascosti): … ? …
Gian Burrasca (sempre senza distogliere lo sguardo): mamma?
io (sgusciando da dietro la porta): dimmi tesoro…
Gian Burrasca: hai bisogno di qualcosa?

io: …
Gian Burrasca: …non so…
io: ?

Gian Burrasca: vuoi che ti canti una canzone?

io: !!!

Sophie

Aneddoto di… beh… ormai un paio di anni fa…

POMERIGGIO, ORE 16:00

Come ogni giorno, io e Gian Burrasca siamo al parco giochi a godere del sole primaverile. Tra le mani lui ha il suo flauto, la grande passione dell’ultimo periodo, che a fatica lo convinco a lasciare a me prima di salire su uno dei suoi giochi preferiti: l’altalena.
Dopo qualche minuto di spinte, incitamenti -“PIÙ FOTTE MAMMA, PIÙ FOTTE!!!-, risate e gridolini di gioia, il seggiolino accanto viene occupato da una bella bimbetta bionda e con gli occhioni azzurri, poco più grande di Gian Burrasca, che è al parco col nonno.

bimba (avvicinandosi con infantile leggiadria all’altalena): …
nonno (mettendola sul seggiolino): reggiti forte, Sophie…
Gian Burrasca (ammutolendo improvvisamente e iniziando a fissare la bimba): …
io (seguendo il suo sguardo): ?
bimba (senza degnare Gian Burrasca della minima attenzione): …
nonno (iniziando a spingere l’altalena): brava Sophie! Andiamo forte forte, va bene?
Gian Burrasca (senza distogliere lo sguardo dalla piccola): …
io: …
bimba (sorridendo felice): …
nonno (spingendo con più forza): vola Sophie, vola!!!
Gian Burrasca (assumendo la tipica espressione adorante -e vagamente ebete- degli uomini innamorati): … :) …
io: !
bimba (che neppure si è accorta della sua esistenza): …
nonno: sempre più in alto, Sophieee!!!
Gian Burrasca (tentando disperatamente di muoversi all’unisono con lei): …Sofì…
io (coadiuvandolo, da brava sensale): …
bimba (infastidita dall’eccessiva velocità): BHUAAAAAAAAA!!!
nonno (accorrendo in soccorso): tutto bene Sophie? Vuoi scendere?
Gian Burrasca (agitandosi preoccupato sull’altalena): …Sofì?
io: …
bimba (annuendo grata): bhuaaa… sigh!
nonno (estraendo la piccola dal seggiolino e riportandola finalmente coi piedini per terra): ecco Sophie! Andiamo via allora?
Gian Burrasca (cercando a sua volta di fermarsi): …Sofì!
io (bloccando l’altalena): vuoi scendere cucciolo?
bimba (incamminandosi sul prato): …
nonno (tenendola per mano): …
Gian Burrasca (restando aggrappato alla catena e seguendo i due con lo sguardo): …Sofì…
io: …
Gian Burrasca (girandosi verso di me): mamma?
io: sì cucciolo?
Gian Burrasca (girandosi a guardare il prato davanti a sé): dov’è Sofì?
io: non lo so tesoro… sarà tornata a casa col nonno.
Gian Burrasca (mettendosi in piedi sul seggiolino nel tentativo di scendere): mamma?
io (aiutandolo prima che si spalmi sul selciato): dimmi tesoro…
Gian Burrasca (riappropriandosi del flauto e incamminandosi sull’erba): …dobbiamo tovalla…
io (inseguendolo): perché?
Gian Burrasca (procedendo spavaldo): io devo suonae pe lei!!!
io: !!!

Schroeder

MATTINA, ORE 10:00

Gian Burrasca è a casa dall’asilo a causa della varicella. Non potendo portarlo fuori, ne approfitto per portarmi avanti con un po’ di incombenze casalinghe: stiro.
Il piccolo è seduto sul divano con l’i-Pad in mano aperto su un’App che simula la tastiera di un pianoforte.

Gian Burrasca (sfiorando un po’ di tasti e producendo una melodia che mi ricorda vagamente delle composizioni di Luigi Nono): …
io: …
Gian Burrasca (iniziando a gorgheggiare): la lala lalala LLLLLAAAAAAAAA!
io: …
Gian Burrasca (continuando a suonare e canticchiare): lalala LALA la la la lalalalala LAAAAAAAAAAAA!!!
io: …
Gian Burrasca (fermandosi dopo qualche minuto e guardandomi con aria soddisfatta): mamma?
io: sì tesoro?
Gian Burrasca: io ho composto una musica!!!
io: …

Enchanted

POMERIGGIO, ORE 17:00

Ogni tanto io e Gian Burrasca, all’uscita dall’asilo, andiamo in pasticceria: lui beve un succo di frutta o mangia una fetta di torta, io sorbisco l’ennesimo caffè della giornata.
Oggi siamo capitati in una pasticceria che si trova di fronte al Conservatorio.
Quando usciamo, l’aria è pervasa da una musica straordinaria.

Gian Burrasca (bloccandosi improvvisamente, rapito, in mezzo al marciapiede): …
io (inciampando su di lui): !!!
Gian Burrasca (guardandosi attorno incantato): …
io (osservandone l’espressione estasiata): …
Gian Burrasca (iniziando a sondare l’aria come un piccolo segugio): …
io (sempre più incuriosita): ?
Gian Burrasca (voltandosi verso di me e guardandomi con occhi scintillanti di gioia): mamma…
io: sì?
Gian Burrasca: …questa musica…
io: …
Gian Burrasca: …è meravigliosa!!!
io: !!!

Gangnam Style

POMERIGGIO, ORE 16:00

Sono all’asilo per riprendere Gian Burrasca.
Lui mi corre incontro al grido “Ciao mamma!!! Mi dai il tuo telefono?”
Glielo lascio dicendogli di fare attenzione, perché vedo che la maestra mi fa cenno di avvicinarmi.

Gian Burrasca (afferrando l’oggetto con bramosia): grazie mamma!
maestra: senti… devi spiegarmi una cosa…
io: sì… dimmi…
Gian Burrasca (sbloccando l’i-Phone): …
maestra: ma… che musica ascolta lui?
io: bah… varie cose… dipende dal momento… perché?
Gian Burrasca (cliccando su Safari): …
maestra: perché oggi avevo messo della musica per far ballare i bambini…
io: …
Gian Burrasca (scorrendo tra le icone di YouTube): …
maestra: …tutti hanno cominciato a ballare, ma dopo qualche istante lui si è bloccato al centro della sala…
io: ?
Gian Burrasca (scegliendone una): …
maestra: …e mi ha detto “Ma questa non è la musica giusta! Io voglio ballare il rock ‘n’ roll!!!
io: !!!
Gian Burrasca (cliccandoci sopra felice col ditino): :)
maestra: …ma cosa intende lui per rock ‘n’ roll?
io: …beh… a dire il vero… non saprei…
Gian Burrasca (facendo partire “Gangnam Style”): OPPAGAGGAMTAIL!!! SEXILEEEIDIII!!!
maestra: !!!
io: …