Coccole

NOTTE, ORE 3:00

Gian Burrasca: zzzzzzzzzzzz
io: zzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz

Gian Burrasca: zzzzzzzzz… zzz… z…
io: zzzzzzzzzzzzzz

Gian Burrasca: MAMMA!

io (scattando seduta sul tetto come un pupazzetto a molla): …‘rivo…
Gian Burrasca: MAAAMMAAAAAAAAA!!!

io (strisciando verso la camera del piccolo con la stessa energia di un lombrico): …eccomi…
Gian Burrasca (ancora steso nel lettino e con gli occhi chiusi): mamma?
io (aggrappandomi al suo lettino come un naufrago a un salvagente): …dimmi tesoro…
Gian Burrasca (senza neppure aprire gli occhi): …mi dai un bacio?

io (scivolando verso di lui): :x
Gian Burrasca (immobile): grazie…

io (restando in attesa): …

Gian Burrasca: …
io: … ? …

Gian Burrasca (percependo la mia presenza): buonanotte…

io: !!!

Garçon!

MATTINA, ORE 8:00

Come ogni weekend, Gian Burrasca si è svegliato a un orario decisamente poco urbano e si è fiondato nella nostra stanza per sostituirsi alla sveglia feriale. Con la piccola peste a saltellargli direttamente sullo stomaco, Lui ha pertanto deciso di alzarsi e uscire a comperare delle brioches. Al suo ritorno, la tavola è già imbandita per la colazione.

Gian Burrasca (seduto al suo posto): …
io (tirando fuori il latte dal frigorifero): …
Gian Burrasca (allungandosi sulla sedia per sbirciare verso la cucina): …

io (versando il liquido nella tazza): …
Gian Burrasca (iniziando a tamburellare con le dita): …

io (mettendo il contenitore nel microonde per riscaldarlo): …
Gian Burrasca (iniziando a palesare la sua impazienza con qualche sbuffo): …

io (prendendo un po’ di cacao per insaporire il latte): …
Gian Burrasca (gridando nella mia direzione): CAMERIEEEREEE!!!IO STO ASPETTANDO!!!
io: !!!

Ronf ronf

MATTINA, ORE 7:30

Mentre sto lavando i denti a Gian Burrasca, lui inizia a battere ritmicamente il piedino sul pavimento.

Gian Burrasca (cercando di canticchiare con la bocca piena di schiuma): mmmh m-mm-mmmh mmmmmmmmmh…

io (continuando a lavarlo): tesoro… non battere il piede per terra per favore…
Gian Burrasca (dopo essersi sciacquato via il dentifricio): perché?
io (passandogli l’asciugamani): perché i signori del piano di sotto potrebbero non essere molto contenti di sentirsi battere sulla testa…

Gian Burrasca (guardandomi corrucciato): ma io sto suonando una canzone!!!
io (sorridendogli comprensiva): sì tesoro… ma forse i signori qui sotto stanno ancora facendo le nanne!
Gian Burrasca (riflettendo sulle mie parole): …ah…

io (uscendo dal bagno): tesoro… resta qui un attimo che vado a prendere i vestiti dalla tua stanza…
Gian Burrasca (pensieroso): va bene…

Dopo aver scelto il suo outfit per la giornata, torno nel bagno per vestirlo. Lo trovo disteso a pelle di leone con un orecchio appoggiato sul pavimento.

Gian Burrasca (concentratissimo nell’ascolto): …
io (osservandolo interdetta): ???
Gian Burrasca (sollevandosi a sedere): …mamma?
io: sì?
Gian Burrasca: …ma io non sento russare qui sotto!!!

io: !!!

Prode cavaliere

MATTINA, ORE 7:30

Sono in terribile ritardo: non ho sentito la sveglia! Dopo aver preparato in tempo record Gian Burrasca, mi accingo finalmente a lavarmi. Nella fretta, pianto il piede scalzo contro uno spigolo, e mi accascio al suolo arginando a fatica il fiume di improperi che naturalmente sono soliti sgorgare dall’animo umano in certe situazioni. Un paio di lacrimoni scendono però silenziosi lungo le mie guance. Gian Burrasca, che ha osservato l’accaduto, mi corre accanto.

Gian Burrasca (accucciandosi al mio fianco e mettendo una manina premurosa sulla mia spalla): mamma…

io (tentando di dissimulare stoicamente il dolore): sì tesoro?
Gian Burrasca (accarezzandomi teneramente una guancia): …non piangere…

io: …
Gian Burrasca (asciugandomi le lacrime): …ci sono io qui con te…

io: …
Gian Burrasca (regalandomi uno dei suoi sorrisi più dolci): …io ti proteggio!
io: … ! …

Caffè 4

Ci sono giorni in cui neppure il caffè riesce a svegliarmi…

MATTINA, ORE 7:00

Dopo aver fatto alzare Gian Burrasca, averlo portato in soggiorno e averlo adagiato tra i cuscini del divano, mi accingo a preparargli il latte.
Prendo la tazza, la riempio con il bianco liquido, la metto nel microonde a scaldarsi, mi appoggio al ripiano della cucina con gli occhi chiusi.
Aspetto…
Appena l’allarme suona, recupero il contenitore, prendo un barattolo dalla dispensa e metto un abbondante cucchiaino del suo contenuto nel latte.
Lo guardo galleggiare…
Mi rendo conto di aver appena messo polvere di caffè nella tazza…
Apro un cassetto, recupero un colino e tento di filtrare il liquido per porre rimedio al mio disastro.
Vista l’inutilità di questo esperimento, butto il tutto nel lavello e riparto, cercando di concentrarmi sui miei gesti.
Prendo la tazza, la riempio con il bianco liquido, la metto nel microonde a scaldarsi, mi appoggio al ripiano della cucina con gli occhi chiusi.
Aspetto…
Aspetto…
Aspetto…
Come mai non suona?
Guardo finalmente il microonde e mi rendo conto di non averlo acceso.
Premo finalmente il tasto e aspetto. Con la coda dell’occhio mi accorgo di una piccola ombra che, da un po’, è ferma nel riquadro della porta.

Gian Burrasca (osservandomi con sguardo compassionevole): …
io: …
Gian Burrasca (scuotendo sconsolato la testina e girandosi poi per tornare sul divano): …

io: !!!

Weekend sensor 2

LUNEDÌ, ORE 7:00

io (entrando in camera di Gian Burrasca e tirando su le tapparelle): …tesoro? È ora di svegliarsi!

Gian Burrasca: BUHUAAA!!!

MARTEDÌ, ORE 7:05

io (entrando e spegnendo le lucine della notte): …cucciolooo? Svegliaaaa!
Gian Burrasca: BUHUAAAAA!!!

MERCOLEDÌ, ORE 7:10

io (entrando e iniziando ad accarezzargli la schiena): …amore? Bisogna alzarsi…

Gian Burrasca: BUHUAAAAAAA!!!

GIOVEDÌ, ORE 7:15
io (entrando e limitandomi ad appoggiarmi al bordo del lettino): …tesoro? Andiamo a bere il latte col cioccolato?

Gian Burrasca: BUHUAAAAAAAAA!!!

VENERDÌ, ORE 7:30
io (entrando): …amore?
Gian Burrasca: BUHUAAAAAAAAAAAA!!!

SABATO, ORE… 5:30
Gian Burrasca (urlando a squarciagola dalla sua cameretta): MAAAMMAAA!!! SONO SVEEEGLIOOO!!!
io: … BUHUAAAAAAAAAAAA!!!

Compagni di nanna

MATTINA, ORE 7:00

Dopo una lunga pausa dall’asilo dovuta alla varicella e alle vacanze di Natale, è giunto per Gian Burrasca il momento di riprendere con la solita routine. Compresa la sveglia alle 7:00.

io (entrando silenziosamente nella sua camera e aprendo la serranda): cucciolo… è ora di svegliarsi!
Gian Burrasca (mummificandosi nel piumino): mmmmmmmh…
io (srotolandolo dalle coperte e prendendolo in braccio con dolcezza): su tesoro… dobbiamo prepararci.
Gian Burrasca (guardando con disappunto oltre la finestra): ma perché mi hai svegliato? Non vedi che è ancora buio?
io (pensando a tutti sabati e le domeniche in cui lui riesce a svegliarsi anche alle 6:00!): !!!

Tenendoli tra le braccia, porto in cucina lui e il suo coniglietto (che si chiama Coglietto) e li adagio entrambi sul ripiano sotto la finestra. Quindi inizio a preparare il latte.

Gian Burrasca (guardando nell’atrio buio sotto di sé): mamma… le macchine dormono…
io: sì amore!
Gian Burrasca: …e anche le biciclette…
io: certo amore!
Gian Burrasca (osservando prima i mezzi, poi Coglietto): ma non hanno un coniglietto…
io (presa alla sprovvista): ehm… no amore…
Gian Burrasca (riflettendo con aria assorta): …
io: ?
Gian Burrasca: …mamma?
io: dimmi amore…
Gian Burrasca (lanciandomi un’occhiata decisa): bisogna comperare un coniglietto anche per loro, così dormono meglio!
io: !
Gia Burrasca: e anche alle moto, eh!!!
io: !!!