Misunderstanding

POMERIGGIO, ORE 17:30

Dopo aver trascorso un’oretta al parco a osservare Gian Burrasca scatenarsi insieme alla sua combriccola di amichetti, decido di riportarlo a casa. Dopo un primo momento di chiassose rimostranze, si convince a seguirmi solo in virtù del fatto che anche per il suo migliore amico (chiamiamolo, per comodità, Kevin, come il protagonista di un noto film) è arrivato il momento di rientrare. Abitando vicini, i due irrequieti pargoli possono fare insieme un tratto di strada proseguendo con i loro giochi e le loro scorribande.

Kevin (puntando verso un tabacchino): vieni! Andiamo a vedere se ci sono i Gormiti!!!
Gian Burrasca (puntando entusiasta verso il Museo di Scienze Naturali situato esattamente di fronte al tabacchino, nel quale è in corso un’interessante mostra su animali e insetti scavatori che lui ha già visto 3 volte):  SÌ, DAAAIII!!! Andiamo a vedere i vermini!!!

mamma K.: ?

io: …
Kevin (scoppiando in una sonora risata): AHAHAH! I VERMINI!!! Ho detto Gormiti, non vermini!!!
Gian Burrasca (osservandolo interdetto): … ? …
mamma K. (rendendosi conto del fraintendimento): ehm… Kevin… lui è un po’ più piccolo di te… forse non li conosce i Gormiti…

io: …
Kevin (continuandolo a canzonarlo, sempre più sonoramente e di gusto): AHAHAHAHAH!!!
 Vermini… AHAHAHAHAH!!!
Gian Burrasca (guardandolo con aria di risentito rimprovero): BEH?!? Non c’è proprio NIEEENTEEE da ridere!!!

mamma K.: !!!
io: …

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