Caffè 4

Ci sono giorni in cui neppure il caffè riesce a svegliarmi…

MATTINA, ORE 7:00

Dopo aver fatto alzare Gian Burrasca, averlo portato in soggiorno e averlo adagiato tra i cuscini del divano, mi accingo a preparargli il latte.
Prendo la tazza, la riempio con il bianco liquido, la metto nel microonde a scaldarsi, mi appoggio al ripiano della cucina con gli occhi chiusi.
Aspetto…
Appena l’allarme suona, recupero il contenitore, prendo un barattolo dalla dispensa e metto un abbondante cucchiaino del suo contenuto nel latte.
Lo guardo galleggiare…
Mi rendo conto di aver appena messo polvere di caffè nella tazza…
Apro un cassetto, recupero un colino e tento di filtrare il liquido per porre rimedio al mio disastro.
Vista l’inutilità di questo esperimento, butto il tutto nel lavello e riparto, cercando di concentrarmi sui miei gesti.
Prendo la tazza, la riempio con il bianco liquido, la metto nel microonde a scaldarsi, mi appoggio al ripiano della cucina con gli occhi chiusi.
Aspetto…
Aspetto…
Aspetto…
Come mai non suona?
Guardo finalmente il microonde e mi rendo conto di non averlo acceso.
Premo finalmente il tasto e aspetto. Con la coda dell’occhio mi accorgo di una piccola ombra che, da un po’, è ferma nel riquadro della porta.

Gian Burrasca (osservandomi con sguardo compassionevole): …
io: …
Gian Burrasca (scuotendo sconsolato la testina e girandosi poi per tornare sul divano): …

io: !!!

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