Silenzio

POMERIGGIO, ORE 18:30

Io e Gian Burrasca ci siamo attardati in giro per la città: dal momento che il guardaroba primavera/estate dello scorso anno è quasi del tutto inutilizzabile, abbiamo trascorso il pomeriggio vagando per negozi. In uno dei tanti lui si è intestardito nel volere il bagnoschiuma di Cars, ed io, pur di riuscire a provargli la giacchina che cercavo da tutto il giorno, ho accettato di comperarglielo.
Ci ritiriamo sfiniti e, sulla porta di casa, incontriamo Lui che torna dall’ufficio.
Entriamo e depositiamo i vari bagagli nell’ingresso. Lui va a cambiarsi e si chiude in cucina per preparare la cena -è lui lo chef di casa!-; il pargolo corre in soggiorno a giocare con le sue macchinine; io sparisco in camera da letto per infilarmi qualcosa di più comodo e mettere un po’ d’ordine.
Mentre rassetto, assaporo la serenità casalinga e i rumori della quotidianità domestica: Lui che traffica con pentole e tegami, i nostri uccellini che fischiettano tranquilli, Gian Burrasca che… … !!! ???
Mi rendo improvvisamente conto che un pericoloso silenzio aleggia nalla casa… e il silenzio, con un bambino, è sempre foriero di guai!

Gian Burrasca: …
io
(volando dalla camera al soggiorno): amore… cosa stai combinanNOOOOOO!!!

Gian Burrasca è in piedi al centro della stanza: ha recuperato dalla busta lasciata nell’ingresso il suo bagnoschiuma, l’ha aperto, ed ora, con grande gusto e incontenibile gioia, lo sta spalmando ovunque!!!

Gian Burrasca (guardandomi felice e soddisfatto): io pulisco!
io: SIGH!

Lo prendo in braccio, lo trascino nel bagno, gli lavo le mani, lo cambio, butto i suoi vestiti pieni di sapone nella lavatrice, lo spedisco in soggiorno.
Lui, nel frattempo, ha iniziato a ripulire il disastro. Lo lascio alle sue incombenze culinarie e finisco di lavare via il fluido profumato dal pavimento. E dal tappeto… E dal divano! E dai cuscini!!!
Quando finalmente mi pare di aver cancellato ogni residuo, raggiungo Lui per farmi consolare. Dopo pochi minuti Gian Burrasca arriva sul suo furgoncino.

Gian Burrasca (arrivando sul suo furgoncino): …
io
(guardandolo torva): DISASTRO!
Lui: …
Gian Burrasca (alzandosi e toccandosi il sedere): io sono bagnato!
io (inorridendo): ma come bagnato?!? Ma se hai appena fatto la pipì???
Lui (toccandolo): …ehm…
Gian Burrasca: io no pipì!
io (toccandolo a mia volta e ritrovandomi la mano coperta di docciaschiuma): ma dove…
Lui (esaminando il furgoncino): …ehm…
Gian Burrasca (osservando contento il suo mezzo): io ho pulito!
io: SIGH!!!
Lui: …

Lo riprendo in braccio, lo ritrascino nel bagno, gli rilavo le mani, lo ricambio, ributto i suoi vestiti pieni di sapone nella lavatrice, lo rispedisco in soggiorno. Dopodiché recupero il furgoncino e… gli faccio la doccia.
Torno nuovamente da Lui per farmi riconsolare.

Gian Burrasca (presentandosi con un’automobilina tra le mani): …
io
(guardandolo rassegnata): DISASTRO!!!
Gian Burrasca (mostrandomi la piccola auto): io lavae macchinina!
io: tesoro… non serve lavare la macchinina.
Gian Burrasca (ostinato): io lavae macchinina!!!
io: ma amore… la macchinina è pulita
Gian Burrasca (posando tra le mie mani il giocattolo… appiccicoso di bagnoschiuma): io lavae macchinina!!!
io (colta da un terribile sospetto): no… no… no…

Tallonata da Gian Burrasca che mi trotterella dietro, raggiungo il soggiorno, individuo la cesta delle macchinine e vi infilo dentro le mani: la sensazione è quella di un’insalata di metallo in salsa di sapone.

Gian Burrasca (sorridente): io lavae macchinine!
io: BUHUAAAAA!!!

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