Più forte!

POMERIGGIO, ORE 15:00

L’asilo di Gian Burrasca ha chiuso con qualche ora di anticipo: alle 12:30, subito dopo aver pranzato, i turbolenti pargoletti sono stati sguinzagliati tra le amorevoli braccia dei genitori. Hanno pertanto saltato l’abituale riposino pomeridiano.
Fuori splende un sole primaverile (quasi estivo, oserei dire), per cui decido di portare Gian Burrasca al parco giochi a scatenarsi un po’… la segreta speranza è che una mezz’ora di sano movimento lo stanchi tanto da conciliargli il sonno.
Alle 15:00, dopo essere andato sull’altalena, aver giocato nella buca della sabbia, essere tornato sull’altalena, aver corso sul prato, essere risalito sull’altalena, aver volteggiato su una specie di skilift volante sospeso ad un metro da terra -con me attaccata a lui per spingerlo e sostenerlo-, aver perseverato con l’altalena, essersi cimentato con una palestra da arrampicata per bambini, essersi nuovamente issato sull’altalena, aver provato tutti gli scivoli del parco decide, nonostante sia talmente sfinito da avere ormai gli occhi semichiusi dal sonno di… andare sull’altalena!!!

io (esausta ed accaldata): ma cucciolo… non sei stanco?
Gian Burrasca (facendo ormai fatica anche a stare in piedi): NO! Io no sono stanco! Io voglio altalena!
io (anelando ad una panchina… all’ombra): ma tesoro… e le nanne? All’asilo le fai tutti i pomeriggi! Oggi niente?
Gian Burrasca (già intorpidito, ma ostinato): NO! IO NO NANNE! IO ALTALENA!!!
io (tentando disperatamente di farlo sedere nel passeggino): dai amore… facciamo una bella passeggiata e tu dormi un po’?
Gian Burrasca (divincolandosi come un pesce all’amo): NOOOOOOOOOO!!!
io (facendo un ultimo tentativo per farlo desistere): ma…
Gian Burrasca (già appeso alla catena e con un piede sulla seduta): ALTALEEENAAA!!!
io: okok… altalena…
Gian Burrasca (finalmente seduto e soddisfatto): PIÙ FOTTE PIÙ FOTTE!!!
io (ormai rassegnata): più forte…
Gian Burrasca (aggrappato al maniglione di sicurezza): ANCOA PIÙ FOTTE!!!
io (rendendomi conto che è allo stremo delle forze): ma se stai dormendo in piedi!
Gian Burrasca (con la testa che inizia a ciondolare): più fotte…
io (facendo progressivamente rallentare l’altalena): sì tesoro…
Gian Burrasca (con gli occhietti che si chiudono, ma ancora senza desistere): fotte…
io: sì cucciolo…
Gian Burrasca: …
io: ?
Gian Burrasca: …
io: …cucciolo?
Gian Burrasca: zzzzzzzzzzzzzzzzzzz
io: …

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