Ieri notte, nella fase semi-catatonica che precede il sonno, il letto ha cominciato a tremare. Il primo pensiero è stato “Sto sognando!”; il secondo, dopo essermi resa conto che ancora non dormivo, è stato “Ma che sta combinando Lui? Perché scuote il letto?”; il terzo, dopo essermi accorta che Lui era accanto a me, “AAAH…è il terremoto!”. Dopodiché mi sono girata dall’altro lato e sono tornata al mio letargo notturno, mentre il povero Lui, non preoccupato ma ormai completamente sveglio, ha cominciato a vagare per la casa alla ricerca del sonno perduto. Tengo a specificare che non sono un’incosciente, né un’impavida…semplicemente i terremoti non hanno mai suscitato in me alcuna reazione. E questo certamente per il fatto che non mi sono mai trovata a dover affrontare situazioni particolarmente drammatiche!
Questa mattina attendevo a casa il ritorno di Lui che aveva accompagnato Gian Burrasca all’asilo…il perché non fossi con lui sarà svelato nel prossimo post… Non avendo nulla da fare inizio a scartabellare qualche pagina virtuale sull’i-Pad alla ricerca di informazioni sul terremoto notturno.
Ad un tratto sussulto sentendo scivolare un soprammobile posto in equilibrio precario sulla libreria: “…sapevo che prima o poi sarebbe caduto…”
Poi vedo muoversi impercettibilmente le macchinine che Gian Burrasca ha sparpagliato disordinatamente su tutto il pavimento del soggiorno: “…vanno al loro posto…con la sola forza del pensiero…sto diventando telecinetica!!!”
Poi sento martellare contro la parete esterna: “…ma chi è che si mette ad attaccare chiodi a quest’ora del mattino?…E soprattutto come mai li attacca sul muro del nostro poggiolo???”
A quel punto mi rendo finalmente conto che sono in pieno terremoto: sento vibrare piatti e bicchieri in cucina, odo i lievi colpi secchi dei mobili contro le pareti, guardo le automobiline vagare lente sul tappeto, osservo il vaso dei gattici vibrare punteggiando le mattonelle di soffici gemme pelose, controllo che a Tweety, il nostro canarino, non venga un infarto sentendo vacillare la sua gabbietta.
Ok…finto.
Certo che è proprio il colmo avvertire un terremoto mentre si legge di un altro!!!
il primo lo avvertito forte e chiaro, il secondo no,
ero in laboratorio al piano interrato della scuola!