Una statua per Schettino e De Falco?

Sento la notizia per radio e non ci voglio credere, poi vado su google, cerco ed effettivamente molti siti giornalistici e non riportano la perla!

Il sindaco di Vagli Sotto (toh ci sarà anche un sopra?) tale Mario Puglia (ahimè la regione dovrebbe chiedere i danni d’immagine) ha proposto di fare una statua con De Falco che riprende Schettino con l’ormai noto “salga a bordo, cazzo”! Il tutto con lo scopo di non dimenticare l’accaduto e recuperare il senso dell’ordine!

Ora fin qui tutto bene! Dei deliri politici ormai siamo abituati. La cosa veramente allucinante è che privati cittadini hanno dato disponibilità finanziaria per la realizzazione dell’opera (costo previsto 38mila euro) fino a 60.000 euro. Si sessantamila euro non ho sbagliato a scrivere. Un 6 seguito da 4 zeri.

Ora…

per primo a Vagli Sotto manderei la finanza e già che ci siamo anche Vagli Sopra e di mezzo se esiste!

poi prenderei questi signori (umanoidi) e gli metterei davanti ad un bel proiettore e gli farei vedere un bel po’ di dati statistici sulla fame del mondo e di quanti bambini muoiono di fame all’ora.

per ultimo, dato che comunque non capirebbero,  gli urlerei “scendete da questo mondo, cazzo“!

Spero che la notizia sia una bufala…spero…ma non ci conto!

p.s.

e comunque sarebbe anche ora di finirla con questo accanimento mediatico su Schettino, ne ho già parlato in questo post.

La tavoletta del water e il telefono della doccia

Uno dei luoghi comuni preferiti dalle donne è il fatto che noi uomini non abbassiamo la tavoletta del water o WC o non la alziamo o non la chiudiamo…insomma qualsiasi cosa non va bene. Ma non è questo il punto, lasciamo l’annosa questione a forum femminili o blogger maschili repressi.

Perchè non consideriamo le numerosi di Lei distrazioni che spesso mettono a repentaglio l’incolumità di noi poveri maschi castigati! Avete presente la doccia? Bene la nostra ha un soffione e un telefono. La mandata dell’acqua è regolata dalla levetta apposita sotto il miscelatore che il calcare col tempo ha reso più dura e pertanto non rientra nella posizione 0 ovvero getto sul soffione.

Inesorabilmente ogni qual volta entro in doccia dopo di Lei, di consuetudine apro prima l’acqua per far fluire quella nel tubo fredda e grazie al leveraggio bloccato mi trovo a essere investito dal getto del telefono che Lei lascia sempre e costantemente rivolto verso l’ingresso della doccia.

La tavoletta del water? Non sussiste il problema in casa mi siedo, in giro mi godo il privilegio di non doverlo fare! :-)

 

Déjà vu

VENERDÌ POMERIGGIO

Dopo aver preso Gian Burrasca dall’asilo, io e lui passeggiamo tranquilli per la città. Mentre percorriamo un ponte, veniamo superati da un grande tir carico di legna.

Gian Burrasca: GUADDA MAMMA!!! I LEGNI!!!
io: sì amore…i legni. Però non si chiamano legni…si chiamano tronchi.
Gian Burrasca: SÌ SÌ…I LEGNI!!!
io: amore…al massimo “la legna”. Il legno, la legna…che poi hanno anche significati diversi… Ma comunque non “i legni”…”i legni” sono…ad esempio…quelli delle barche…
Gian Burrasca: …
io: …
Gian Burrasca: BELLI I LEGNI!!!

In quel momento sono stata colta da un déjà vu…e devo essere sembrata matta a chi ha avuto la ventura di incrociarmi e mi ha vista scoppiare a ridere senza apparente motivo.

1976, POMERIGGIO ESTIVO

In macchina con i miei genitori, attraverso una sonnolenta campagna riarsa da un sole caldo ed implacabile.
Ad un tratto…

io: MAMMA MAMMA!!! I MUCCHI!!!
mamma (senza neppure guardare cosa indicassi, ma con fermo piglio da professoressa): no tesoro…non i mucchi. I maschi delle mucche si chiamano tori!
io: NO NO!!! I MUCCHI!!!
mamma: no amore. La mucca – il toro. Le mucche – i tori.
io: …ma io ho visto i mucchi!!!
mamma: no cucciolo!!! Non tutti i maschili funzionano nello stesso modo. Ti faccio qualche esempio: la gatta – il gatto…ma la cagna – il cane…e la gallina – il gallo…la giraffa – la giraffa maschio. Capito adesso?
io: …sì sì…ma io ho visto i MUCCHI!
mamma: insomma, non insistere! Non esistono i mucchi! Esistono i tori! La mucca -femminile singolare-, le mucche -femminile plurale-! Il toro -maschile singolare della mucca-, i tori -maschile plurale delle mucche-! È CHIARO ADESSO???
io: …sì…ma io ho visto i mucchi…i mucchi di fieno!!!
mamma: !!!

Stalker cerca 40.000 volte il nome della vittima…

leggo la notizia dal sito del Corriere e mi domando…

…perché tanta fatica?

Molto più semplice usare la funzione di Google Alerts!

Basta inserire l’oggetto della ricerca e farsi inviare da Google una email giornaliera o periodica sui risultati di ricerca!

Ora, scherzi a parte, perché usare sempre termini inglesi che apparentemente fanno pure figo! Usiamo termini appropriati quali: deficiente, uomo senza palle, putrido errore della legge di selezione naturale, ecc. ecc.

Dare un nome a questi comportamenti tende a farli diventare “comuni” e come tali modelli comportamentali e per l’appunto “modelli”!

Non finirò mai di stupirmi sulla pochezza umana! A questa gente darei una zappa da 25 chili e una valle desolata da arare…a vita. Poi vediamo se ha ancora voglia!

La fine del mondo: di cosa parliamo esattamente?

Gia quest’anno dovrebbe esserci la fine del mondo. Tutti abbiamo sentito parlare della profezia Maya che prevede come data il 21-12-12. Sull’orario ho già espresso qualche opinione in un altro post.

Ma vediamo nel dettaglio di cosa parliamo esattamente.

Partiamo da Google. Il primo risultato è il solito Wikipedia:

Basandosi su un’interpretazione del calendario Maya, del Codice di Dresda (che annuncia 20-40 anni caratterizzati da diluvi scatenati da una dea), e di alcune iscrizioni in pietre di alcune città del mesoamerica (come Palenque, Tikal, ecc.), da alcuni scrittori è stata ipotizzata la “fine del mondo” per il 2012.

Gli storici del periodo pre-colombiano[8] interpretano queste iscrizioni come il passaggio ad una nuova era di consapevolezza (transizione che durerebbe da 20 a 40 anni), grazie anche all’incontro con “divinità celesti” (ad esempio Quetzalcoatl)[9][10] e forse a qualche cataclisma, caratterizzato da estese esondazioni dovute a cause non chiare.

Per ora l’ipotesi più autorevole è quella di una tempesta solare di forte intensità che potrebbe abbattersi come un impulso elettromagnetico sulla Terra, teoria divulgata nel 2011 dalla NASA e discussa in sedi riservate dalla Commissione Europea[11][12]. Nel 1859 un evento simile provocò la paralisi del sistema del telegrafo negli Stati Uniti, e se si verificasse al giorno d’oggi potrebbe danneggiare satelliti, sistemi di comunicazione e di distribuzione dell’energia, portare allo scoppio di molti condensatori elettrici e paralizzare buona parte delle apparecchiature elettriche ed elettroniche. Per gli impianti nucleari non è ben chiaro[13][14] l’effetto che un impulso elettromagnetico possa avere sulle pompe elettriche dei reattori nucleari, sui motori diesel-elettrici di riserva, su eventuali batterie di riserva e sulle linee di trasmissione della corrente da questi mezzi di sostegno d’emergenza alle pompe elettriche che refrigerano i reattori, con possibile rischio di meltdown nucleare.[15][16] Qualche reattore nucleare ad acqua pesante (come il CANDU) potrebbe essere relativamente al riparo da questi eventi, in quanto svuotandoli del combustibile e dell’acqua pesante la reazione nucleare si dovrebbe arrestare in modo sufficientemente veloce.

Letto? Beh non importa tanto non si capisce una mazza come la metà delle cose su Wikipedia che sono brutalmente tradotte dall’inglese.

Sembra un testo serio ma non mi dice proprio nulla.

Cerchiamo ancora finiamo su Focus (versione moderna della rubrica “Lo sapevate che” della Settimana Enigmistica):

1. Il 20 dicembre 2012 si concluderà il ciclo del “lungo Computo” del calendario Maya.
2. Il giorno successivo a tale data, ci sarà il solstizio d’inverno e il Sole si troverà in una rara posizione: allineato con il centro della Via Lattea, un evento che non si ripete da 26mila anni.
3. Nel 2012, inoltre, l’attività solare avrà un picco e ci aspettano tempeste solari in grado di paralizzare la nostra società.
4. Il polo nord e il polo sud potrebbero invertirsi.
5. Il 21 dicembre 2012 un pianeta misterioso (pianeta X, o Nibiru) la cui orbita è aldilà di Plutone si scontrerà con la Terra.
6. Il vulcano di Yellowstone negli USA erutterà nuovamente… con effetti catastrofici.
7. Alcuni scienziati russi hanno scoperto che il sistema solare è entrata in una nube spaziale che sta stimolando e destabilizzando il Sole e le atmosfere dei pianeti.

 

Ok Ok non scoraggiamoci passiamo a Tarocchionline:

Secondo il Calendario Maya, l’attuale Età dell’Oro (la quinta), terminerà il 21 – 12 -  2012. Le precedenti quattro Ere (dell’Acqua, Aria, Fuoco e Terra) sarebbero tutte terminate con degli immani sconvolgimenti ambientali.Secondo vari ricercatori, i cataclismi che caratterizzarono la fine delle Ere Maya furono causati da una inversione del campo magnetico terrestre, dovuto ad uno spostamento dell’asse del pianeta.  La Terra infatti subirebbe periodicamente una variazione dell’inclinazione assiale rispetto al piano dell’ellittica del sistema solare. Ciò provocherebbe scenari apocalittici.appartenuti a epoche storiche diverse descrivano scene simili.I profeti erano considerati dei viaggiatori nel tempo, riuscivano ad andare avanti e dare uno sguardo a quello che sarebbe stato il destino (o uno dei probabili destini) della storia umana.Diverse profezie divenute famose descrivono una sorta di catastrofe che si abbatteràsul pianeta e sarà preannunciata da tre giorni di buio su tutta la terra…

Hum, troppo poco, voglio qualcosa di più forte ed ecco spuntare un qualcosa di mistico dal sito L’ultimo papa…ovviamente anche la chiesa ha la versione personalizzata…da leggere anche velocemente…merita: http://www.lultimopapa.it/fine.htm

Ma finalmente troviamo qualcosa di piuttosto tecnico sul blog Mysterium (un nome un programma):

Ma su quali basi si portano avanti questo tipo di supposizioni ? A dir la verità qui qualche dato reale c’è, e deriva dalla conoscenza scientifica che oggi possediamo del calendario delle popolazioni della civiltà Maya.

Andiamo con ordine: come è possibile verificare (fonte wikipedia) tra quelle popolazioni non si usava computare gli anni nel modo in cui noi lo facciamo oggi. Fra l’altro gli ‘anni’, cioè meglio i cicli annuali erano di due tipi: il ciclo Tzolkin (che durava 260 giorni) e il ciclo Haab (che durava 365 giorni). Ma gli anni poi, non si contavano accumulandoli uno sull’altro.  1,2,3 ecc.  Si utilizzava invece il Lungo computo: una numerazione progressiva dei giorni in un sistema di numerazione posizionale  misto in base 13, 18 e 20 molto complicato.

Precisamente si trattava di un numero di cinque “cifre”: la prima (quella delle “unità”) in base 20, la seconda (le “decine”) in base 18, la terza e la quarta di nuovo in base 20, la quinta in base 13. Queste “cifre” si scrivono da sinistra a destra, come per i numeri arabi (quelli che usiamo normalmente); nella notazione moderna, si scrivono i numeri corrispondenti separati da punti, ad esempio 12.19.13.7.19 (corrispondente al 5 luglio 2006).

Il ciclo completo del Lungo computo era quindi di 13*20*20*18*20 = 1872000 giorni (circa 5125 anni), ed era multiplo del ciclo Tzolkin di 260 giorni. Le prime quattro cifre si contavano a partire da 0 (quindi la seconda andava da 0 a 17, le altre da 0 a 19), la quinta invece andava da 1 a 13. Il primo giorno era il 13.0.0.0.0 (4 Ahau nel ciclo Tzolkin).

I periodi dopo i quali si ripeteva ciascuna cifra avevano i seguenti nomi:

20 giorni (prima cifra): uinal
360 giorni (seconda cifra, 18*20 = 360): tun
7200 giorni (terza cifra, 20*360 = 7200): k’tun
144000 giorni (quarta cifra, 20*7200 = 144000): b’ak’tun
la quinta cifra si ripete dopo il ciclo completo di 1872000 giorni (13*144000 = 1872000).

Secondo i maya, ciascun ciclo del Lungo computo corrisponde ad un’era del mondo; il passaggio da un’era all’altra è segnato da catastrofi e distruzioni. Il ciclo attualmente in corso è iniziato il 6 settembre del 3114 avanti Cristo ed è molto vicino al termine: il nuovo ciclo inizierà appunto il 22 dicembre del 2012.

Sabato 21 dicembre sarà dunque l’ultimo giorno del vecchio ciclo.

Interessante dunque per i Maya si tratta della fine di un ciclo. ma ciclo di che cosa? Vediamo un altro sito:

La civiltà Maya, che prosperò circa 1500 anni fa nell’America Centrale, raggiunse traguardi scientifici notevoli. Poiché non avevano un punto di riferimento da quale partire per contare gli anni, i Maya risolsero il problema utilizzando stelle e pianeti. Il risultato fu il “Grande Conto”, basato sui movimenti del pianeta Venere. Essi divisero il tempo in una serie di cicli che cominciavano dalla nascita di Venere. Ogni ciclo durava 1 milione e 872 000 giorni. Il ciclo che ora stiamo vivendo ha avuto inizio il 13 agosto dell’anno 3114 prima di Cristo e finirà il 22 dicembre 2012 dopo Cristo.
I Maya erano del tutto sicuri dell’attuale ciclo ed erano altrettanto convinti che fosse l’ultimo.

Dunque ricapitolando:

i Maya non sapevano come diavolo contare il tempo e hanno deciso loro di partire sulla base della nascita di Venere, non si capisce bene come e quando, usando un sistema di calcolo che non si capisce bene basato su cosa!

Beh per stasera è tutto, ho passato l’ultima ora a leggere un tot di siti e cercare di venirne a capo ma l’uno rimanda all’altro e non ho trovato ancora nulla di soddisfacente…ma ho ancora 327 giorni di tempo per venirne a capo!

Lui e le macchine in senso di auto

Ok sono un uomo e come vuole la tradizione dovrei essere appassionato di  auto, ecc. ecc.

Invece non me ne frega proprio niente…o meglio non nel senso comune. Mi piacciono le belle auto ma soprattutto quelle di una volta. Quelle di oggi invece…beh…stendiamo un velo pietoso. Oggi le auto sono un ideale del marketing automobilistico. Oggi guardavo la nuova pubblicità della Toyota Rav. Lui che porta l’auto all’autolavaggio e questa invece di pulita se ne esce come uscita da un raid in fuoristrada! Ecco il punto! Oggi vanno di moda questi diavolo di SUV, crossover, simil-fuoristrada ecc. ecc. Ma mi domando e dico: chi si compra questi mezzi ha la benché minima idea di cosa sia il fuoristrada? Questi “mezzi” non sono in realtà acquistati per fare fuoristrada ma per una semplice e idiota mania di non so bene cosa…merito della pubblicità. Sinceramente andreste mai a fare fuoristrada con un BMW X5 o con un’Audi Q7? Dubito! I proprietari di questi mezzi li tengono come se fossero dei gioiellini. Un minimo graffio credo che causerebbe un attacco d’ansia…che nell’uomo si chiama “incazzatura da bestia”. Del resto dopo aver speso una cifra mostruosa per un auto che non sfrutteranno mai e che usano solo come status symbol posso anche capire.

Poi ci sono i “vorrei ma non posso” ovvero le sorelle minori delle sopracitate, X3 e Q5 e altri svariati modelli.

Queste macchine nonostante la stazza e la mole sono gran poco sfruttabili. Capacità di carico esigua, causa pianale alto, alti consumi, alte spese di manutenzione, ecc. ecc.

Chiudono la serie i nuovi pseudo SUV, esempio più eclatante la Skoda Yeti. Già il nome Skoda è brutto di suo (io tuttora mi “tocco” quando ne vedo una), la macchina poi è decisamente brutta e antiestetica. Per non parlare della campagna pubblicitaria anti-SUV. Eh già perché la Yeti cosa è se non un microSUV.

I SUV sono mezzi inutili, sono solo dei concetti nati da un intelligente marketing sulle mascoline debolezze.

L’uomo maschio nella scelta dell’auto non parte dal concetto “a cosa mi serve la macchina” per arrivare poi ad una scelta oculata. Parte da “cazzo che figa quella macchina, su quella sicuramente sono un figo, la voglio” per poi arrabattare tutta una serie di motivazioni (supportate dalla pubblicità) per giustificare l’acquisto in funzione dell’uso.

Esempio molto significativo la campagna pubblicitaria del nuovo Fiat Freemont, altro inutile SUV, tra il resto neppure un 4×4…a dimostrazione che tanto non sono usate per il fuoristrada. “Tutte le auto che vuoi” recita lo slogan! Ecco così accontentato il maschile bisogno di giustificare con la “ragione” un acqusito emozionale. Preferisco le donne che almeno quando vogliono qualcosa che piace, ammettono che è per il puro piacere.

La mia auto? Non ho un’auto ho un furgone! :-) Sono partito dalla funzione ovvero…ci devo far star dentro almeno 4 persone, 12 bombole sub, 2 attrezzature da sub complete, passeggino, ecc. ecc. Prima avevo una Toyota Previa, grandiosa monovolume che non ha mai riscosso gran successo in Italia (non era bella ma era funzionale), ora viaggio su un Fiat Scudo. ;-)

Cucito

…Eppure mia nonna, quando ero piccola, me l’aveva detto: “Impara a cucire! Potrà servirti prima o poi nella vita!!!”

SABATO POMERIGGIO

io: tesoro…mi metto a cucire. Devo attaccare il laccetto che si è staccato dal paracolpi del lettino di Gian Burrasca.
Lui: ok…
io (armata di tutto l’armamentario da cucito): mmmh…non avevo notato che lo strappo fosse così largo…beh…farò quel che riuscirò…
Lui: …
io: uff…
Lui: …
io: acc…ho cucito anche l’imbottitura…beh…è lo stesso…
Lui: …
io: …mmmh…qui ci vorrebbe mia nonna…
Lui: …
io: AHI!!! Forse è meglio che prenda il ditale…
Lui: …
io: no NO N-O!!! Non aggrovigliarti proprio ora!!!
Lui: …
io: mmmh…forse avrei dovuto prendere un po’ più di stoffa…ho idea che non reggerà agli assalti di Gian Burrasca…
Lui: …
io: beh…dai…non sarà un capolavoro, ma è sicuramente meglio di prima…
Lui: …
io: uff…quasi finito…il rammendo è fatto…ora devo solo attaccare il laccetto…
Lui: …
io: NOOO!!! NON CI POSSO CREDERE!!!
Lui: …
io: HO SBAGLIATO TUTTO!!! IL LACCETTO DOVEVO INFILARLO DENTRO, POI CUCIRE!!! MI TOCCA RIFARE TUTTOOO!!!
Lui: …
io: vabbè…taglio qui e qui e lo infilo alla meglio…
Lui: …
io: uffaaa!!! Ma perché non entra adesso?
Lui: …
io: …AAAH…è perché avevo cucito anche l’interno!!! Vabbè…taglierò di più…
Lui: …
io: ecco…ci sono quasi…
Lui: …
io: FINITO!!!
Lui: …
io: amore…che te ne pare? Fa tanto schifo?
Lui: …ma no amore! Va benissimo!
io: …
Lui: …
io: …
Lui: …beh…tanto non deve mica vederlo nessuno…
io: …beh…tanto io ho altre qualità!!!

Chiaroveggenza

Esiste la chiaroveggenza?
A dispetto della mia naturale propensione allo scetticismo, e sorvolando su tutte le previsioni per lo più catastrofistiche dei veggenti più noti, posso con certezza affermarre di sì!

Correva l’anno 2005.
Mollemente adagiata su una sassosa spiaggia della Croazia, godevo del primo caldo estivo insieme ad uno sparuto gruppo di amici. Annoiata dall’immobilità del corpo e della mente, decisi di alzarmi per sondare le acque cristalline e verificarne la temperatura: avevo voglia di nuotare. Con i piedi solleticati dalle onde ed una leggera brezza ad accarezzare la pelle arrossata dal sole, puntai lo sguardo verso l’orizzonte: il mare, scuro e quasi immoto, sembrava richiamarmi a sé come fosse esso sirena ed io marinaio; il cielo, terso e limpido, si faceva liquido in lontananza annullandosi negli abissi; l’aria profumava di salsedine ed era percorsa solo dal lieve suono di una debole risacca. Poi la mia attenzione fu richiamata da una macchia bianca che sembrava sporcare quella tavolozza di azzurri e blu sfumati: era una barca. Le vele calate, i motori fermi, si lasciava cullare dai lenti flutti appagata dalla propria serafica inerzia.
E capii.
Lì l’avrei trovato, tra placidi marosi ed insondabili profondità, tra fasciame eroso dal sale e cime inaridite dal sole, tra vele spiegate al vento e imperscrutabili mondi sommersi. Lì, nell’acqua, avrei trovato l’uomo della mia vita!
Ebbi la stessa intensa sansazione qualche settimana più tardi: in viaggio tra le isole greche, non potevo guardare il mare senza che quel pensiero riaffiorasse prepotente nella mia mente, non potevo osservare un’imbarcazione senza che quello strano convincimento dall’anima tornasse a sbigottire i sensi.

A ottobre mi iscrissi ad un corso di patente nautica.
A ottobre Lui, che a quello stesso corso si era iscritto, ma in ritardo, fu avvertito che avrebbe dovuto rimandarlo all’anno successivo.

A febbraio 2006 mi iscrissi al mio primo corso di subacquea, lo stesso corso -e con la stessa società sportiva- che Lui aveva già seguito molti anni prima.

A novembre 2007 iniziai il terzo corso di subacquea.
A novembre 2007 Lui, che per tanti anni aveva abbandonato le immesioni, si iscrisse a quello stesso corso.

A giugno 2008 vivevamo già insieme.

Beh, certo…ho dovuto inseguirlo un po’…però la mia premonizione era giusta! :)

Recycling

Lo ammetto: non sono una sfegatata sostenitrice dell’eco-mania. Non uso pannolini lavabili per Gian Burrasca, non mi sono ancora del tutto chiare le leggi che sottendono alla raccolta differenziata, non riesco tutt’ora a riconoscere i vari cassonetti semplicemente guardandone il colore.
Nel mio piccolo, però, cerco di fare quel che posso per partecipare attivamente al movimento “recycling” tanto caro alla nostra società sommersa dai rifiuti.
Tra queste cose vi è, ovviamente, il riutilizzo delle buste della spesa. È questa una cosa che ho sempre fatto, fin da quando ancora il problema dell’eccesso di pattume non era percepito dalla collettività. Semplicemente ritenevo fosse uno spreco non riutilizzare un sacchetto che, dopo aver trasportato degli oggetti, era ancora in grado di contenerne gli scarti.
Negli ultimi anni, però, qualcosa è cambiato: i cari vecchi shopper in plastica sono stati sostituiti da borse in un materiale biodegradabile talmente impalpabile e delicato che inizia a decomporsi non appena viene riempito con la spesa. “Riempito”, ovviamente, è un eufemismo visto che, per paura che si autodistrugga prima ancora che si sia riusciti ad arrivare a casa, si tende a prenderne molti per caricarli di meno.
E qui, prima di procedere, vorrei lanciare un appello ai supermercati: dal momento che le buste si pagano, e tanto, e visto che oltretutto recano il nome del negozio nel quale si sono acquistate…beh…almeno investite un po’ di denaro in una ricerca che le renda un po’ più resistenti!!!

MATTINA, ORE 8:30

Con i minuti contati e Gian Burrasca che scorrazza selvaggiamente per la casa al grido “NO GIACCA! NO CAPPELLO! NO SCIAPPAAA!!!”, io e Lui ci prepariamo ad uscire. Dal momento che il piccolo ha deciso di “liberarsi di un peso” proprio pochi minuti prima della partenza, decido di buttare direttamente il pannolino sporco nell’immondizia e di eliminare tutto anziché scafandrare la cosa nell’apposito micro-sacchetto anti-puzza.
Procedo quindi a prelevare la busta dal contenitore per chiuderla e portarla via.

busta: STRAAAK!!!
io: …MA PORK!!!
Lui: (accorrendo preoccupato) che succede?
busta: (disfatta e soddisfatta di aver seminato tutto il proprio contenuto tra bidoncino e pavimento) …
io: …
Lui: …OOOKKEIII! Io porto Gian Burrasca all’asilo…Ci vediamo tra…diciamo…mezz’ora?
io: SIGH!!!

Il colmo per un terremoto…

Ieri notte, nella fase semi-catatonica che precede il sonno, il letto ha cominciato a tremare. Il primo pensiero è stato “Sto sognando!”; il secondo, dopo essermi resa conto che ancora non dormivo, è stato “Ma che sta combinando Lui? Perché scuote il letto?”; il terzo, dopo essermi accorta che Lui era accanto a me, “AAAH…è il terremoto!”. Dopodiché mi sono girata dall’altro lato e sono tornata al mio letargo notturno, mentre il povero Lui, non preoccupato ma ormai completamente sveglio, ha cominciato a vagare per la casa alla ricerca del sonno perduto. Tengo a specificare che non sono un’incosciente, né un’impavida…semplicemente i terremoti non hanno mai suscitato in me alcuna reazione. E questo certamente per il fatto che non mi sono mai trovata a dover affrontare situazioni particolarmente drammatiche!

Questa mattina attendevo a casa il ritorno di Lui che aveva accompagnato Gian Burrasca all’asilo…il perché non fossi con lui sarà svelato nel prossimo post… Non avendo nulla da fare inizio a scartabellare qualche pagina virtuale sull’i-Pad alla ricerca di informazioni sul terremoto notturno.
Ad un tratto sussulto sentendo scivolare un soprammobile posto in equilibrio precario sulla libreria: “…sapevo che prima o poi sarebbe caduto…”
Poi vedo muoversi impercettibilmente le macchinine che Gian Burrasca ha sparpagliato disordinatamente su tutto il pavimento del soggiorno: “…vanno al loro posto…con la sola forza del pensiero…sto diventando telecinetica!!!”
Poi sento martellare contro la parete esterna: “…ma chi è che si mette ad attaccare chiodi a quest’ora del mattino?…E soprattutto come mai li attacca sul muro del nostro poggiolo???”
A quel punto mi rendo finalmente conto che sono in pieno terremoto: sento vibrare piatti e bicchieri in cucina, odo i lievi colpi secchi dei mobili contro le pareti, guardo le automobiline vagare lente sul tappeto, osservo il vaso dei gattici vibrare punteggiando le mattonelle di soffici gemme pelose, controllo che a Tweety, il nostro canarino, non venga un infarto sentendo vacillare la sua gabbietta.

Ok…finto.
Certo che è proprio il colmo avvertire un terremoto mentre si legge di un altro!!!